sabato, 17 maggio 2008

Stanotte ho fatto un brutto sogno. C'era la guerra, e la sensazione era quella di quel pomeriggio dell'11 settembre, quando, dopo una scampagnata in bici, arrivo a casa (vuota), accendo la tv e vedo gli aerei schiantarsi contro le torri gemelle. Pensavo fosse un film. E invece no, cambiando canale il film era sempre quello. Sono rimasta a bocca aperta un'ora penso, sconvolta. Ho chiamato i miei, ho chiamato E. per assicurarmi nemmeno io di cosa. Questa notte la sensazione era simile nel sogno: abitavo nel mio vecchio appartamento e dei grossi aerei passavano sopra il paese lasciando cadere come bombe dei piccoli triangoli che si conficcavano nei muri. Io sentivo il rumore di questi, chiamiamoli missili, un rumore simile a quello dei film. Volevo fuggire dallo stabile, ma nessuno mi ascoltava, così mi sono rifugiata sotto un letto e mandavo sms. Se muoio sappi che ti amo. Scrivevo a D. (quanti te ne ho mandati!) e a tutti quelli a cui voglio bene. Ho scritto poi un messaggio su un pezzo di carta, da tenere sempre in mano, con una frase simile, per lui. Sono poi uscita, capendo che le bombe erano a orologeria e che le avrebbero fatte scoppiare tutte contemporaneamente. Volevano sterminare le persone, e mi ricordo di aver pensato che tutto ciò mi ricordava troppo uno di quei film americani che sfotto sempre. Tipo la guerra dei mondi, the legend e robaccia simile. E che era un sogno delle balle. Così sono uscita e mi son seduta sotto un porticato costruito ai bordi di un fiume, che son convinta essere l'Arno, pensando che lì non mi avrebbero trovato facilmente.

E nel mentre sentivo questi sibili continui e vedevo questi oggetti triangolari conficcarsi ovunque. Sentivo questo rumore inquietante, pensavo fosse il rumore della fine....

.... E INVECE ERA UN FLESSIBILE!

dei muratori della casa che stanno costruendo di fronte. Mi serve un caffè.

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categoria:sogni, guerra
giovedì, 15 maggio 2008

Questa volta Beta era proprio convinta. Perchè dopo tanti anni di sport agonistico, un poco della sportiva alberga ancora in lei. Ha indossato i pantaloni blu, quelli aderenti che volendo si possono tirare su fino al ginocchio. Ha tirato fuori dall'armadio una vecchia T shirt che metteva sempre all'allenamento: bianca con il colletto bordato di blu. Ha infilato i calzini, quelli bianchi si spugna, che si erano quasi rassegnati ad essere dimenticati nell'armadio. Era pronta. Una bella treccia a raccogliere i lunghi capelli, il cellulare-mp3-ti-faccio-anche-il-caffè che mica ha ancora capito come funziona bene tutto quanto. Ha varcato la soglia di casa che si sentiva Ulisse che pesta la soglia delle colonne d'ercole. Liscia, lucida nella sua volontà di podista.

Ma.. il cielo si è emozionato a cotanta convinzione.

Ha iniziato a piovere.

Beta si sente all'interno di un eterno venerdì 17.

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categoria:pioggia, correre
giovedì, 15 maggio 2008

Mia madre è una casinista. Cioè io sono una doppia casinista, lei mi accusa di questo, ma anche lei lo è.

Ho aperto il mobiletto delle provviste della cucina e mi è franato addosso. Pacchi aperti mischiati a pacchi chiusi, il sale mi ha imbiancato come fosse neve. Tutto mischiato.

Così ho deciso di fare ordine, accorgendomi che oggi non va. Perchè faccio ordine solo quando non va. Ordine maniacale, ordine di genere-dimensione-colore-uso-apertura. Vedere tutto in ordine mi placa l'ansia da-non-so-cosa. Mi occupa la mente a contemplare l'ordine. Ma quando distolgo lo sguardo è nuovamente disordine. Così ho una sensazione di claustrofobia, ma decido che son troppo pigra anche per quello. Mi siedo qui, inutile. Anni luce distante.

Oggi andrò a correre. O meglio, camminerò un'ora canticchiando facendo finta di correre. Oggi vedo tutto da fuori, oggi è tutto di una resina in poliestere colorata il mondo. Domani non ci sarà più oggi. E quella sensazione che non va viene dall'alto, così mi affaccio al balcone e guardo, ma non c'è nulla in alto. I capelli solleticano le natiche e il muratore mi guarda. Sono in reggiseno, manco me n'ero accorta. Saluto. Mi faccio una pasta in bianco, sola, e metto a posto. In ordine di genere-dimensione-colore-uso-apertura. Sospiro. Una pecora. L'orda barbarica arriva. Sospiro.

Andy Warhol, Campbell's Soup Cans, 1962, MoMa, New York

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categoria:pensieri
mercoledì, 14 maggio 2008

Qualche giorno fa mi sono indignata. Con quella parte di Veneto rozza e razzista. Successivamente ho chiaccherato con uno di loro, proveniente dalla suddetta regione e dal mondoblog. La persona in questione è una persona splendida, educata e simpatica. Mi ha fatto notare che non son tutti così i veneti. Ha ragione, non son tutti così, anche se nella schiera della mia famiglia trevigiana -son brave persone dopotutto, non immaginatevi terroristi, solo un po' ottusi per il mio modo di vedere - non ci sono mai state buone parole (gratuite) per gli stranieri e soprattutto per i non lavoratori. Mi spiace se in qualche modo ho urtato quella persona o altre persone come lui, che non se lo meritano. Purtroppo la mia esperienza porta molti lati negativi sotto questo aspetto, porta "disgrazie" familiari che evito qui di spiegare, che attingono a "malattie sociali", a modi di vivere che nel luogo in cui vivo non sono frequenti. Vedo modi di fare molto diversi dal mio, d'altronde come vedrei diverse altre parti d'Italia. Mi è successo di sentir parlare di teron in senso spregiativo davanti al mio ragazzo che è di quelle origini, e l'ho trovato disgustosamente un atto di piccolezza. . Forse ho peccato giudicando, in un momento di risentimento. Ho spesso discusso di questi temi anche al contrario. Mi è successo di discutere animatamente con gente del sud che disprezzava la mia terra, pur lavorandoci e beneficiando dei suoi frutti, che isolava noi gente del nord, che tanto siamo tutti dei freddi ipocriti asociali. Chi mi conosce sa come in realtà sia molto più solare di molti soli. Ecco che quindi non mi sta bene. Da nessuna parte sia chiaro, perchè le discriminazioni son state fatte da tutte le parti, ed è facile farle. Smettiamola allora, io prima degli altri. E mi scuso con quella persona.

P. Bruegel, La torre di Babele, Turmbau von Babel, Kunsthistorisches Museum, Vienna

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categoria:società
martedì, 13 maggio 2008

Ieri si parlottava con D.

Lui arrabbiato col sistema burocratico che lo rende una scimmia ammaestrata-compila-moduli (ossia sta facendo una DIA), io arrabbiata perchè il lavoro non ce l'ho. Ma in realtà l'emotività dei giorni scorsi, e conoscendomi prevedevo succedesse, va scemando. Rimane certo una sensazione di sconforto, ma al momento mi prendo qualche giorno di ferie da me: ossia mi dedico a quella parte di me che col lavoro non c'entra. Insomma, mi risorgo emotivamente. Ma un pensiero si è annidato:

Se "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro" (art.1 della Costituzione) e io il lavoro lo vorrei ma non ce l'ho, posso fare causa all'Italia per sottrazione di un diritto e dovere costituzionale, in dovere di garantirlo a ogni suo cittadino? E con il sorriso sarcastico di chi ha di meglio da fare, mi accingo a fare. Buona giornata :)

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categoria:lavoro
lunedì, 12 maggio 2008

Sabato pomeriggio è nata, dalla cugina che tanto tempo fa avevo citato. Il nuovo ragnetto - V. l'han chiamata - della famiglia, dal peso di 2,4 kg. Pensavo fosse più brutta, ed invece mi è piaciuta. Mi ha un po' commossa, e con me D., con il quale sono andata a vederla. Una nuova vita e un nuovo spirito a cui far capire che questo mondo non è nè brutto nè bello come sembra. Ma è. E a farmi capire che un giorno, forse un giorno, mi piacerebbe essere madre.

Gustav Klimt, Le tre età della donna, particolare, 1905, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma.

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categoria:bambini, vita, valentine
sabato, 10 maggio 2008

Ieri mi han ...si può dire licenziato?.. da un lavoro in prova. Mi piaceva quel posto, mi piacevano le persone e i lavori. Motivo? non ho abbastanza esperienza, e non posso farla lì perchè i lavori son troppi, troppo imminenti e non è possibile che qualcuno mi segua per insegnarmi perchè sarebbe una perdita di tempo prezioso. Ed io l'esperienza me la farò mai se tutti mi dicono così? Ieri ero scoraggiata, delusa e senza entusiasmo. Mi han detto che ho un buon carattere, che ho le basi per emergere. Ma non lì. Mi han detto di non scoraggiarmi, ma in realtà mi sento così vuota che non ho più nè il  coraggio nè il suo contrario. Spero di essere vuota, per potermi poi riempire ancora. Di non diventare sterile.

Alle 10 ho un nuovo colloquio, da un geometra. Sono sicura che - se - dovesse prendermi - in prova - non sarà un lavoro bello come questo. Ma io non spero più.

Perchè la vita riserva sorprese: mentre sono qui seduta a scrivere c'è mia cugina con le contrazioni, non manca molto al parto. E io vorrei mandare all'aria il colloquio per correre da lei, ma invece no. C'è un tempo per ogni cosa, ieri per la tristezza e per lo sconforto, oggi per un grande sorriso che mi fa dire quanto inutili siano le emozioni, gli sconforti e le gioie immense. Bisogna vivere tutto quello che ci succede con il sorriso, e senza farsi travolgere.

 

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categoria:bambini, vita, lavoro, emozioni
giovedì, 08 maggio 2008

Beta, 26 anni, si sta chiedendo: COSA HANNO QUESTE DUE QUI CHE LEI NON HA?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARA CARFAGNA, Forza Italia, 33 anni, ministro per le pari opportunità.  

GIORGIA MELONI,Alleanza Nazionale, 31 anni, ministro per le politiche giovanili.

Con un poco d'invidia si risponde: UN BEL CALCIO NEL CULO!

latob_ Siena

E se qualcuno volesse favorire un CALCIO NEL CULO anche a Beta...

porge il LATO B.                                           

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mercoledì, 07 maggio 2008

E le capre?

Così per chiedere. Mi affaccio alla finetra e vedo uno stormo di pecore e capre. Ben detto, uno stormo. Un cantiere di nuove civili abitazioni, e uno stormo di pecore e capre. Il pastore, con il bastone ricurvo in punta passeggia. Il fido cane da pastore abbaia. E le pecore l'inseguono, anche dentro il cantiere, quando il pastore vuole scambiare due parole coi muratori. E l'elmetto signor pastore? Ora capisco perchè certuni architetti dan delle capre a cert'altri geometri. E viceversa. In che lingua parlate in quella Babilonia che sono ormai i cantieri? Mi pareva Betlemme e la pecorella smarrita, quando davvero una pecorella s'è smarrita. Con quel suo verso infante correva e non si faceva acchiappare più. Aveva perso la mamma, quindi ogni punto di riferimento. Bianca si amalgamava nell'erba verde e alta. Così il suo pastore ha smesso di evangelizzare i muratori del medio oriente, che in mano tenevano oro cemento e mirra, ed è andato alla ricerca della pecorella smarrita. Sono lui poteva prenderla. Come a dire che il pastore lascia il gregge alla ricerca della pecorella, e nel mentre mi urla qualcosa in dialetto, qualcosa del tipo che è testarda. Il pastore non abbandona mai le pecorelle, anche quando sono testarde. Dio le fa e poi le vive.

Perchè se non c'è Dio in tutto questo..beh, asino pio.

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categoria:dio , ironia, favola
martedì, 06 maggio 2008

E' molto tempo che desidero sedermi qui, pagina bianca, e scrivere una storia. Oppure un momento. O meglio una sensazione. Come essere soli in casa, occhi stanchi, e solo la luce del pc a illuminare il livido viso. Un rock di anni passati addolcisce l'aria. Gusto la solitudine della mia casa, la ascolto dirmi che sarà la solitudine di molti altri giorni ancora. Aspetto. Chi o cosa. Mangio un biscotto, dimentico le brutte notizie. Ho voglia di fare l'amore, molto selvaticamente e un poco dolcemente. Non importa con chi, a volte se ne ha voglia e basta. Sorrido a me stessa. Guardo le mani e penso che dovrei accorciare le unghie, o a breve non riuscirò più a scrivere. Un contenitore di nuvole e leggerezza, di cose di poco conto, il mio cervello, ora. Una lacrima. Aspetto, aspetto. E magari nel mentre m'addormento pensando di strane storie, di uscire volando e poter osservare tutto dall'alto. Pensare al mio funerale, piangerà qualcuno? Oggetti che galleggiano e inutili per giunta. Serve un bel quadro, così, perchè ho sempre pensato che le immagini siano molto più chiare delle parole. Ci fosse la mia bisnonna mi toglierebbe il malocchio con l'acqua e con l'olio e col fieno. Ma ormai è via da molto.

Renè Magritte, La Lumière des coincidence, 1933, The Dallas Museum of Art, Dallas, TX, USA

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categoria:emozioni
lunedì, 05 maggio 2008

Ancora una volta parte di me si vergogna della sua provenienza. Ancora una volta il Veneto si è rivelato pieno di rozzi scimmioni intolleranti e ottusi. Giovani o meno giovani, non tutti son così, ma sicuramente è lì il maggor numero che ho incontrato nella mia vita.

E, come ha ben detto la Luciana irriverente e mia concittadina, dopo la lista di chi paga le tasse (più o meno), ora vorrei vedere la lista di chi non le paga affatto. Perchè diventiamo tutti poveri quando è ora di pagare qualcosa che non siano i nostri capricci. Quando è ora di pagare le tasse. Quando è ora di aiutare qualcuno.

Disgusto e fastidio.

Marc Chagall, Io e il mio villaggio, 1922, Museum of Modern Art di New York.

Chagall era tra quegli artisti che faceva parte dell' "arte degenerata", ossia ritenuta contraria alla cultura ariana e nazista, oltre che prodotta da individui geneticamente "insani". Per questo motivo i musei dell'epoca vennero "epurati" dalle sue opere. Tra gli altri si annoverano Dix, Ernst, Kandinsky, Klee, Kokoscha, Munch e altri.

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categoria:pensieri
lunedì, 05 maggio 2008

Il weekend lungo è lungamente finito, portato via da un mare di cose fatte e tante immagini.

Penso di essere la reincarnazione di una strega, che passeggiando per le vie medioevali di una cittadina piemontese molto diversa nella sua facies da quelle che è solita frequentare, trova un gatto nero che decide di seguirla, miagolando una nenia dal suono di mamma e strusciandosi copiosamente .

Penso di essere una trottola, che guida su e giù nei suoi vari impegni, con sempre meno benzina e tempo. Che fa colloqui così, perchè ormai infondo si diverte a chiaccherare con le persone.

Penso che soffire di cervicale a vent'anni valga la pensione anticipata. E un viaggio di una settimana per due in una località esotica.

Penso che l'amicizia sia tra i più sacri dei valori, base di ogni rapporto, perchè spesa in condivisione di momenti leggeri e altri no, di discorsi pensanti e personali e risate leggere, tanto per.

Penso che il lavoro dove sono in prova mi piace, anche se mi sento profondamente ignorante, ma con tanta voglia di piacere e di imparare.

Penso di essere profondamente imperfetta; vorrei dedicarmi alla pulizia di me, della me interna, più spesso, con più convinzione e dedizione. E invece mi faccio troppo trasportare da questa vita materiale, da ciò che ho intorno e di cui infondo non mi importa un gran che.

Penso che con D. sto proprio bene. Amo far l'amore tanto quanto parlare di tutto, affrontare ogni tipo di discorso. Ridere nel letto, stanchi. E avvolgersi senza muoversi.

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categoria:vita
giovedì, 01 maggio 2008

Una cara amica, Cristina, ha partecipato a un piccolo concorso fotografico de La Stampa. Mi ha chiesto di votarla. E io lo chiedo a voi. Di votarla ovviamente.

Per tanti motivi, tra i quali la passione per la fotografia - è ormai anni che gira con la macchina al collo e con tutte le foto dei tempi dell'università ha prodotto un sacco di brutte cose sul mio conto; - è timida nel mostrarle, mentre penso che alcune (non tutte, non esageriamo) siano veramente belle e originali e io fossi in lei le avrei stampate sui manifesti; - perchè ha una sua personalità ben traspare dalle sue foto, non rendendole solo "foto belle" ma "sue foto belle", con a volte quel gusto un po' retrò che la rende un po' sognante e molto architetto del restauro. Tra l'altro alcune sue produzioni sono state pubblicate qui.

Ebbene, per chi avesse piacere può trovare la foto in concorso al link

http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=&pg=&IDmessaggio=11247&IDforum=606

con nick 5centoo.

Grazie! con gioia diffondo la voglia di espressione dei miei amici.

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categoria:amicizia, fotografia
martedì, 29 aprile 2008

Basta questi argomenti qui, la E. si vergogna pure un poco. Povera la mia ciccia...

Cambiamo argomento?

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categoria:
sabato, 26 aprile 2008

Beta: Stai andando a convivere. E' come sposarsi.

E. Ma no...quando ti sposi fai voto di fedeltà, io no!

Beta: Ma scusa ma la fedeltà non è un valore di rispetto nei confronti del tuo uomo?

E. Massì..ma una scopata ogni tanto non è questa grande mancanza di rispetto..

Beta: ....

E. io a 19 anni avrei dovuto sostanzialmente farmi un gran bel ditalino invece di pensare di innamorarmi. Adesso userei gli uomini solo in posizione orizzontale nel letto, usufruendo della parte sporgente verticale. E la mansarda come garçonniere...Ale pensaci, che la disdico la mansarda.

Beta: ma io lavoro a 10 minuti da casa...e in prova..

Conclusione. Dobbiamo pagarci l'albergo...

Tamara de Lempicka, Irène et sa soeur, 1925, Collezione privata, New York

oppure E. alla destra, che guarda il cielo alla ricerca di misericordia, e Beta alla sinistra, sconsolata.

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categoria:donne, vita, amicizia, sesso, mondo di merda
sabato, 26 aprile 2008

La mente impegnata tutto il giorno, giri come una trottola, aspetti minuti interminabili, e poi?

Ti ritrovi al pub di fiducia con gli amici di sempre e una grigliata di carne davanti. Si parla si ride e si scherza.. ma tra poco arriverà lui, l'elemento pazzo, che ad un certo punto della sua vita decide di andare  via, a lavorare all'estero, lontano da questo mondo. Sempre il solito casinista, con la finezza di un caterpillar ma col cuore grande così. Arriva che pare un vucumprà arabo, pieno di oggettini, pensierini, cosine. Racconta del suo lavoro, racconta degli Emirati Arabi, di Abu Dhabi, delle differenze tra queste e le nostre città. Ci offre dolcini di pasticceria araba, buonissimi, e ci racconta di come la sua segretaria l'abbia portato in quella pasticceria, nascosta, eppure la più buona della città. Racconta di come sulla strada abbia visto delle puttane, dello stupore nel vederle, anche perchè portavano il velo. ...come fare a scegliere la donna che ti si concederà a pagamento questa notte se è tutta coperta?.. dicotomie d'altro mondo. Racconta della netta differenza tra le caste: ricchissimi e poverissimi, che ti puliscono le scarpe al bordo strada e di come ogni ricco abbia il personale "lavatore di macchina". Nel mentre tira fuori tabacco per sniffare, particolare - penso - spesso in tv in documentari ho visto che sniffano o masticano tabacco. Ma mi son ritrovata con quattro scemi: uno a tossire, l'altro a starnutire, l'atro a grattarsi il naso e l'altro coi lacrimoni. E noi ragazze a ridere. La serata è cosi finita in uno dei piazzali del mio paese, fornellino da campeggio, caffè arabo, dolcetti. Ne viene fuori un pastruglio fangoso, dall'aroma di caffè e menta, denso al palato. Non mi è piaciuto granchè, son sincera, ma de gustibus. Si è finiti a parlare dei massimi sistemi dell'informazione, in prefisione del V2 day di Beppe Grillo a Torino, ieri. Io, con il mio fare agnostico, me la sonnecchiavo sulla panchina, cercando un'ascella che mi tenesse caldo, senza entrare nel merito della questione.

Che ho appurato coi miei occhi il giorno successivo: ieri Torino era un delirio. Solo uno stoico fanatico - e non è il caso mio, visto che su Grillo ho le mie perplessità - poteva resistere in piazza S. Carlo. Una fiumana di gente che non ti faceva passare, respirare, vivere. C'erano anche i mercatini con banchetti tipici da tutta europa, ma la situazione era similare, non si passava, caldo. Gradevole la mia compagnia, il mio D. con il quale non mi annoio mai. Oppure ci annoiamo insieme. Ma quel che è importante è che ridiamo, tanto, tantissimo. Fuori dal girone della calca infernale, fuori nelle viuzze dismesse la curiosità ci ha fatto entrare in un laboratorio di una tessitrice a telaio antico. Una persona che cerca di far diventare la sua produzione espressione artistica. Fantastico, D. aveva gli occhi che brillavano al pensiero del suo passato - e forse futuro - come arazziere. La serata è trascorsa tranquilla, tra i luoghi della memoria, qualche risata, molti discorsi e quel luccichio negli occhi, che ci rende così vivi.

 

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categoria:immagini, vita, vacanze, amici
lunedì, 21 aprile 2008

Tratta da un dialogo con un'amica riguardo al (non) lavoro.

"Oramai mi sento utile come lo scopetto del cesso di uno stitico."

 

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categoria:lavoro
domenica, 20 aprile 2008

Oggi con D. abbiamo visto I AM A LEGEND, film con Will Smith.

Ora, niente da dire sulla bravura dell'attore e sullo scenario in realtà virtuale, veramente bello.

Ma la trama, signori, la trama è stupendamente orrenda. Generazioni crescono in America mangiando pane e catastrofe, pane e distruzione del mondo. Pane e armi. E' scontato che tutti viaggiano armati, capitasse mai un ufo dietro le spalle, uno zoombie di lato? Non sia mai, succedesse che ti sparano perchè con le luci del'auto inciti ad accendere le stesse alle macchine coi fari spenti che vengono incontro.. (cosa reale a Los Angeles, raccontata personalmente da un abitante, che trovandosi a Torino nella stessa condizione, è quasi sprofondata sotto i sedili dalla paura). Insomma, ci si è stufati dello stesso foglietto d'appunti, con la trama pre-impostata, dove cambiano solo i personaggi. Indipendence day, la guerra dei mondi, questo e tanti altri.. catastrofi immani dove la popolazione viene sterminata e solo lui, solo il supereroe riesce a vincere tutto. Di un Nietzschiano molto sempliciotto, questo essere che si erige a superuomo immerso in un mondo nichilista e distruttivo. E' da Rambo che son così i supereroi, da quando sparava tenendo in mano un mitragliatore come fosse zucchero filato. Una persona normale sarebbe finita a terra per il rinculo. Piccoli particolari che rendono un vero superuomo il personaggio, nel quale si identificano i fanciulli, perchè Batman o l'Uomo ragno son palesemente finti. Ma Rambo può davvero essere esistito in Vietnam. E poi? Poi non si trova nemmeno un lavoro decente, e se ti sbagli a scendere le scale ti rompi una gamba. E poi parlano di un aumento della depressione.. mi vien da dire...

MA VA' A CIAPA' I RAT!

Fortunatamente in mente avevo un video, citato qualche post fa, che mi ha fatto spanciare dalle risate.. e capisco perchè gli associano l'immondizia.. è quello il luogo dove mettere questo dvd (affermazione forte?)

Rivoglio Mary Poppins.

ps. per coloro che avessero visto il film... ma i cervi, che cavolo c'entrano? E dopo la quarantena dell' "isola", dove hanno fatto saltare ponti e collegamenti...come ci sono arrivati lì?

mah.

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categoria:film, idiozia
domenica, 20 aprile 2008

Coinvolta da:
http://dianalove.splinder.com/
IL GIOCO DELLE 6 DOMANDE:

Regolamento:
Indicare il link di chi vi ha coinvolti
Inserire il regolamento di gioco sul blog
Citare sei cose che ti piace fare
Coinvolgere altre sei persone
Pubblicare l'invito sul blog

Sei cose che mi piace fare:

MEDITARE:o comunque arricchire il mio percorso spirituale iniziato non troppo tempo fa, e che mi ha modificato nel profondo. E' essenziale.
SESSO:questo pure è essenziale al momento. E' espressione della forza che spinge a fare molte cose. E poi mi piace smaialeggiare un tot.
VIAGGI:amo viaggiare, ma ho pochi soldi. Anzi al momento pochissimi. Penso che lo scopo di lavorare nella vita siano i viaggi.
CUCINARE:adoro cucinare per gli altri, e capita di fare cene con il massimo di gente che la mia piccola casa possa contenere. E me la cavo anche, dai. Che non si dica che qualcuno è uscito da casa mia con la fame!
LEGGERE:di tutto, dai blog ai libri a tutto ciò che possa arricchirmi. Amo fare discorsi seri e impegnativi, magari con davanti una buona bottiglia di qualcosa e una sigaretta.
DIVERTIRMI:e a chi nn piace?nei modi e nei tempi che vanno a me. In questo comprendo andare per locali, ristoranti, dormire, vedere film.. ossia tutto ciò che mi regali serenità quando mi sent
PENSARE:lo so sono un danno. Ma una ne penso e cento ne faccio, ne invento sempre di nuove e son pigra, pigrissima, e a volte nn porto a compimento. Ma adoro lavorare alle cose che mi piacciono, anzi adoro lavorare e basta, concentrata, con la lingua fuori.
Ed ora nomino:

Non amo coinvolgere persone che non so se han voglia di giuocare. Pertanto do piena autorizzazione a chiunque voglia fare il giochino di copiarlo sul suo blogghe e farlo pure lui :)

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categoria:
sabato, 19 aprile 2008

Non ho un granchè da raccontare, più di altro pensieri, di una settimana che si è scivolata alle spalle, con l'ennesimo "mi spiace abbiamo già trovato" per un lavoro. Non so più che fare, così ho deciso di non pensarci.

E mia madre, se da una parte assilla con le sue domande e i suoi pensieri sul sapermi lavorativamente "sistemata" (su altro ci ha rinunciato), mi ha aiutato nella dimenticanza. Come? Facendomi tirare una decina di bottiglioni da 2 litri di chardonnay fresco fresco. Come? Con il sistema dei vasi comunicanti: ciuccia il tubo, esce vino, bevi vino. Non dico di essere ubriaca, ma leggiuera sì. Almeno quello.

Il mancato incidente però mi ha dato da pensare in questi giorni, pensieri che non traduco in parole, sensazioni di non essere ancora pronta, presentimento di dover adempiere a qualcosa. Vedremo.

Buon fine  settimana.

Caravaggio, Bacco adolescente, Galleria degli Uffizi - Firenze

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categoria:pensieri, lavoro, vino, me
martedì, 15 aprile 2008

Oggi son felice.

Semplice, perchè oggi non sono morta. In un frontale su una statale a due corsie a causa di un demente che per sorpassare "un'ape" mi ha mancato di 4/5 metri ai 95 km/h prima di rientrare nella sua corsia. Mi sono sentita gelare, non ero più io ma istinto totale. Ho inchiodato. E' passato. Sono viva. Forse. Ma penso di sì. L'avevo rimosso questo pomeriggio, col passare delle ore. Ma ora mi è tornato alla mente. Sono viva. Ancora per un (bel) po'.

Kazimir Malevič, Suprematismo dinamico, 1915-16, The Trustees of the Tate Gallery (Tate Modern),  Londra

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categoria:vita
lunedì, 14 aprile 2008

Una semplice frase ha raccolto più commenti di ogni mio scritto.

Vorrei quindi dirvi, concludendo, che non voglio essere il nuovo Beppe Grillo, che non ci sono nuovi personaggi da tirare fuori: voglio essere quella di sempre, che, senza troppi filtri tra bocca e cervello, dice quello che pensa. Non serve fare polemiche o erigersi su trespoli (che come dice Frankie " sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.. "), non credo nei personaggi, soprattutto se son costruiti. Voglio semplicemente poter essere io. Vorrei che mi fosse permesso.

Potrei ora parlare di elezioni, del lavoro precario, dei morti sulle strade, ma ci pensano già tutti gli altri.

Mi dispiace invece non aver fatto delle foto alle nuvole questa sera, dopo una giornata di pioggia. Ho sempre adorato le nuvole, così spumose, sempre diverse. Sono un fondale scenografico perfetto, ed allo stesso tempo protagoniste del cielo. Questa sera c'erano diversi scenari di nuvole, più scure e vicine, pannose e bianche quelle avvolgenti le più lontane montagne. Sono rimasta a bocca aperta allo spettacolo di queste interpreti del cielo, scattanti e veloci, ma solenni.

Caspar David Friedrich, Monaco in riva al mare, 1810 Berlino Nationalgalerie

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categoria:nuvole, montagna
mercoledì, 09 aprile 2008

Da grande? si, mi piacerebbe essere un personaggio scomodo.

Uno di quelli che dice la sua, e qualcuno l'ascolta. Qualcosa avrei già da dire.

G. Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato, 1910, Milano, Civica Galleria d’Arte Moderna.

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categoria:pensieri, vita, fantasia, destino
martedì, 08 aprile 2008

Oggi è la giornata delle cose geniali, come il video trovato nel blog di paniko23 .

Dicono il finale sia deludente, per me ci sta anche quello. Guardate..

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martedì, 08 aprile 2008

E dire che dalla vita non volevo molto. Un lavoro, VERO.

Ma tant'è. Mi han dato come rimborso un sacco di tasse da pagare.

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categoria:lavoro
martedì, 08 aprile 2008

INFINITE COSE DA FARE ... E COSI' POCO TEMPO ..

Jack Nicholson in Batman, regia di Tim Burton, 1989

Naturalmente non ho trovato l'immagine che volevo io. Ma accontentiamoci.

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categoria:film, geniale
lunedì, 07 aprile 2008

Meme che arriva dalla mia blogamica: http://dianalove.splinder.com/


1. HAI 5 € E VUOI COMPRARE DEGLI SNACKS AD UN AUTOGRILL. COSA COMPRI?
  Grisby classici al cioccolato
2. SE POTESSI REINCARNARTI IN UNA CREATURA MARINA COSA SARESTI?
  un pesce colorato
3. CHI E' LA ROSSA CHE PREFERISCI?
   la birra
4. COSA ORDINI AL FAST FOOD?
   big tasty
5. L'ULTIMO LIBRO LETTO?
   ne leggo molti contemporaneamente, e ultimamente nessuno
6. DECRIVI LE TUE MUTANDE PREFERITE
    le coulotte di pizzo
7. DESCRIVI L'ULTIMA VOLTA CHE TI SEI FERITO
  penso ieri contro dei rovi
8. TRA TUTTI I TUOI AMICI CON CHI VORRESTI ESSERE GETTATO IN UN POZZO?
    elisa e davide
9. CONCERTO ROCK O SINFONIA?
   entrambe
10. COS'HAI COME WALLPAPER SUL TUO CELLULARE?
      eeehhh? la mia foto con davide
11. BEVANDA GASATA PREFERITA?
     coca lolla
12. CHE TIPO DI MAGLIA STAI INDOSSANDO?
      maglia blu petrolio in lana col collo morbido
13. SE POTESSI USARE UN SOLO MEZZO DI TRASPORTO PER TUTTA LA VITA QUALE SAREBBE?
       macchina, almeno guido io
14. IL FILM PIU' RECENTE CHE HAI VISTO AL CINEMA?
      uhm. penso L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford , purtroppo. noiosissimo.
15. GLI ATTORI/ATTRICI PER CUI HAI AVUTO UNA COTTA?
      nessuno
16. LA TUA TORTA PREFERITA?
     cioccolato, decisamente. e crostata
17. COSA HAI MANGIATO PER CENA IERI?
      nulla. un cappuccino. avevo mangiato molto a pranzo.
18. COSA VEDI ALLA TUA SINISTRA?
     la porta
19. TI SLEGHI LE SCARPE PER TOGLIERLE?
      mai
20. IL TUO GIOCATTOLO PREFERITO DA BAMBINO?
     la barbie e l'oscilloscopio di mio nonno. col quale giocavo al nautilus
21. TI COMPRI DA SOLO DA MANGIARE?
     Non sempre
22. PENSI CHE LA GENTE PARLI ALLE TUE SPALLE?
    ovviusly, che gente sarebbe altrimenti?
23. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI INGHIOTTITO UN BOCCONE AMARO?
      non li conto. stamattina penso.
24. IL TUO FRUTTO PREFERITO?
     non amo la frutta. vado ad annate. ma la pesca mi piace sempre.
25. HAI UNA TUA FOTO MENTRE FAI LA RUOTA?
      no
26. HAI UN RAGAZZO/A?
      si
27. HAI MAI MANGIATO LA NEVE?
     si
28. DI CHE COLORE SONO LE TUE LENZUOLA?
      arancioni
29. IL FIORE PREFERITO DI TUA MAMMA?
     buh
30. HAI MAI STUDIATO BALLETTO?
    mi son sempre rifiutata. ma qualcosa ci capisco.
31. ASCOLTI MUSICA CLASSICA?
     spesso.
32. GUARDI SPONGEBOB?
    no. cos'è?
33. L'ULTIMA COSA CHE HAI MANGIATO?
     pane.
34. LA GENTE TI CONSIDERA INTELLIGENTE?
     temo di sì.
35. CHE ORE SONO?
      18,15
37. HAI MAI PROVATO AD INCOLLARTI LE DITA INSIEME?
    ovvio che si.
38. CHE PAROLACCIA USI DI PIU'?
cazzo
39. A CHE ORA E' PUNTATA LA TUA SVEGLIA?
alle 7, ma dipende dai giorni.
40. CHE CD HAI NEL LETTORE?
nessuno. ascolto my funny valentine dal pc
41. DI QUALE FILM CONOSCI LE BATTUTE A MEMORIA?
la storia infinita, mary poppins, full metal jacket e altro ancora.
42. LA TUA INSALATA PREFERITA?
caprese.
43. USCIRESTI CON QUALCUNO COPERTO DI TATUAGGI?
si, imparo a non giudicare se non dopo aver parlato insieme. ma non amo cosi tanto i tatuaggi.
44. QUANTI ANNI FARAI IL TUO PROSSIMO COMPLEANNO
27
45. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI AVUTO FARFALLE NELLO STOMACO?
 ehh? che è alien
46. IN QUALE MODO LA GENTE SPESSO STORPIA IL TUO NOME?
 Mai
47. SE DOVESSI DIVENTARE FAMOSO CAMBIERESTI IL TUO COGNOME?
  No

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lunedì, 07 aprile 2008

Sabato pomeriggio qualunque, di una tranquilla laconicità che ci porta al parco a passeggiare. Il Valentino è magnifico in primavera, con le sue sponde sul Po e gli alberi secolari, il giardino roccioso curato nei particolari, ciò che prediligo. Ci dirigiamo al chiosco di un amico impegnatissimo, e davanti a una qualsiasi cosa da bere, osserviamo gli altri. Passanti o fermanti.

"Cosa facciamo stasera, chiamiamo Gabri?" questa la proposta. Preso il telefono e composto il numero è libero.

"Pronto!"

"Wei ciao! che fai?"

"No no ragazzi non ce la sto facendo, sono ubriaco perso.."

"Alle 7 (di sera)?? ma che fai?"

"Sono le 3 io sono ubriaco perso, non capisco veramente niente"

"Ma che dici sono le 7..come sei ubriaco, ma non sai più cosa fare? vedi alieni?"

"Si si gli alieni davanti ma sono le 3 e io boh davvero sono storto"

Qui inizia ad albergare il dubbio.

"Gabri ma dove sei?"

"A RIO!"                        (...de Janeiro, luogo di provenienza della morosa)

"......"

Il dramma. Immaginate la musica di psycho, quando il coltello si appropinqua alla doccia, immaginate la musica che crea panico e suspance. E una domanda nasce spontanea, nel realizzare quanto sta accadendo.

"Gabri.. ma chi paga?"

"Io io"

"Ah, ben, allora. Come sta Aline? Cosa state facendo? ...?"

E altre mille domande si affacendano l'una sulle altre. E così la storia di un tranquillo pomeriggio di serena brezza primaverile, dove per uno strano avvenimento, anche il parco più bucolico improvvisamente assume i colori del surreale.

 torino-giardino_roccioso

Scorcio dell'immagine mentale del giardino "nell'attimo". Parco del Valentino, giardino roccioso, Torino.

Doveroso aggiungere che il simpatico protagonista era sì ubriaco, ma volato oltre oceano con la sua bella per assistere ad un matrimonio, dov'è tradizione non uscirne incolumi.

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categoria:vita, brasile, psiche, torino
sabato, 05 aprile 2008

Sono coraggiosa ecco. Come Xena la principessa guerriera. Sono rimasta diversi minuti nella stessa stanza con un ragno di dimensioni gigantesche (metà di un tappo di bottiglia). E l'ho freddato. Con la lacca per capelli di mia madre. Bontà sua, che Dio lo abbia in gloria. Ma che serva da lezione ai suoi simili...

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